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Interpretariato: uguale alla traduzione? A quando risale la sua comparsa?

Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che la Traduzione e l’Interpretariato non sono uguali. Ma cosa sono realmente e in cosa differiscono?

A causa del continuo processo di globalizzazione mondiale, il bisogno di superare le barriere linguistiche rappresenta oggi una priorità per quasi tutti i paesi del mondo. La traduzione e l’interpretariato, tuttavia, non sono stati ‘inventati’ in seguito a tale processo, ma cominciarono semplicemente ad essere più conosciuti e studiati in questo periodo. In realtà, queste due discipline – intese nel loro senso generico di attività volte a superare le barriere linguistiche nella comunicazione – esistono da quando la comunicazione stessa esiste. Non è dunque una forzatura affermare che esse siano tanto antiche quanto la comunicazione orale, o meglio, che esse esistano da quando uomini parlanti lingue diverse si incontrarono per la prima volta.

Ad ogni modo, è necessario specificare che la traduzione e l’interpretariato non sono la stessa cosa. La differenza più importante, ma non l’unica, consiste nel fatto che la traduzione si presenta in forma scritta e l’interpretariato in forma orale. Tenendo conto di questa differenza, è più facile capire quanto sia necessario tornare indietro nella Storia per ritrovare la prima ‘sessione di interpretariato’. Inoltre, poiché la comunicazione scritta si sviluppò in seguito alla lingua orale, è possibile affermare che, storicamente, i primi ‘interpreti’ comparvero molto prima dei traduttori.

Quando comparve l’interpretariato per la prima volta?

Poiché, come detto in precedenza, la comunicazione scritta si sviluppò in seguito a quella orale, è difficile trovare delle testimonianze storiche (ricordando che la Storia nacque insieme alla scrittura) che provino quanto sia effettivamente antico l’interpretariato. La testimonianza scritta più antica relativa all’esistenza degli interpreti in passato consiste in alcuni geroglifici nell’Isola di Elefantina, in Egitto. Situata sulle rive del fiume Nilo, Elefantina si trovava al centro di una vasta rete commerciale; per questo motivo, è facile capire perché i suoi abitanti, i quali erano esposti a diverse lingue, venissero adoperati come dragomanni (termine antico col quale si indicano gli ‘interpreti’). Questo però non significa che l’interpretariato nacque nell’Antico Egitto: in realtà i geroglifici di Elefantina costituiscono solo la più antica testimonianza a nostra disposizione. Si potrebbe ragionevolmente ipotizzare, dunque, che il primo interprete nella preistoria sia stato un nomade, il quale dovette imparare una nuova lingua per avere degli scambi commerciali con un altro popolo nomade.

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